Grazie a Dio sono ateo

Che Dio mi perdoni. E mi perdonerà. E' il suo mestiere.

L’elemento patogeno

June18

Prima di sedermi a scrivere, ho controllato la data dell’ultimo post. Ne è passato di tempo. Ma si torna sempre sul luogo del delitto.

Vedete, questo blog è come un appartamento sfitto per me. Una garçonnière, dove rifugiarsi quando le cosacce si mischiano ai pensieri puri e alti.
E lo scrivere? Lo scrivere è la ragazza che mi accompagna. Rossa, bruna, bionda – dipende dall’ispirazione del momento. Non garantisco per la prestazione, comunque.
E le coccole sono extra.
Dimenticavo. Avete notato che ho riverniciato da queste parti? Vi piace il colore? Va un po’ con tutto (nessun riferimento al condomino o ai suoi ospiti).

Sono scostante, in tante cose.
Al momento vivo nella routine: uno studente fuori corso che vuole solo concludere gli studi, e destabilizzare lo Stato Vaticano. Capirete che i miei lunedì si assomigliano tutti.

Quindi non ho molto da dire.
Ed i fatti di cronaca sono alla portata di chiunque vi abbia interesse: internet e Rainews24 non sono più un lusso (e viva il digitale).
Volete sapere come procede l’inchiesta del New York Times? Google News. E che sia .com: dalla maggiorparte delle testate italiane potrebbe venir fuori che uno dei bambini abbia circuito l’arcivescovo con la collezione di farfalle.

Per oggi ho concluso.
E la pungente satira che mi ha reso noto tra unità ed unità di persone?, direte voi.
Eccola.

Ci si risente presto.

Immagine ≥ mille parole

February21

Religulous

February11



Di nuovo in viaggio, un nuovo volo, la stessa dolce meta.

Il Marco Polo continua ad evolvere: più luci, più addobbi, spazi meno sterili ma ancora non affollati. Hanno perfino aggiunto un box fumatori: una stanza 5×5, pareti in vetro, capienti posaceneri lungo il perimetro. Sono rimasto lì davanti per qualche secondo, incapace di distogliere lo sguardo, come quando vedi qualcuno rovesciarsi le palpebre, o fare il passo dell’oca. Ed ero, come dire, triste: 11 topolini schiavi di un vizio, né labirinto né ruota – chi ha il fiato per correre? – confinati in un box doccia modello kamasutra, a scambiarsi battute rauche e risate ingiallite. Sembravano annoiati. Un tizio faceva gli anelli di fumo, un altro costruiva un castello. Almeno all’Ikea li avrebbero sommersi di palline colorate. Ma quando vengono a riprenderseli i genitori?

Ho divagato abbastanza, Kafka ha avuto la meglio su di me. Sono qui a suggerirvi un film/documentario di Bill Maher, famoso comedian e conduttore americano, diretto da Larry Charles, il regista di Borat. Il titolo è Religulous, ed il trailer qui riportato sarà sufficiente a spiegarvi il suo ingresso nella mia top 20. Ma abbiate fede, miei prevenuti lettori: sono anch’io dell’idea che ridicolizzare qualcuno per il proprio credo sia stupido aldilà di una redenzione. Non è questo il caso.

Buona visione.



Buon Natale 2009

December25


Puntuale come la Stagionale, i migliori auguri a tutti i nostri fedeli lettori di un felice Natale!

… sì, tutto qui. La piantate di pensar male?

«Pay no attention to that man behind the curtain»

December20

Mio nipote ha 2 anni e mezzo, ed è bellissimo. E’ il mio primo nipote, e sono felice abbia deciso di prendere ispirazione dal suo zio preferito. Ma la somiglianza tra noi 2 non si ferma qui: ieri ha fatto il suo debutto sul palcoscenico e, lasciatemelo dire, il ragazzo è venuto al mondo per tenere in mano teschi e stramazzare al suolo.

So già cosa state pensando, il solito zio per il quale il parente in miniatura è un messia con le ali (quelle dei pampers), ma vi sbagliate: non mi sciolgo davanti a un po’ di bava, nè cerco arguti aforismi in un banale agugubauah. C’è però da ammettere che il piccolo ha presenza – mio nipote quando gioca a “1 2 3 Stella” sembra Marlond Brando (questa era per palati fini, la soluzione in “Un tram chiamato desiderio“: se non sapete di cosa parlo shame on you).

Ma torniamo al suo vero battesimo, quello svoltosi ieri. Ammetto che la compagnia con la quale ha esordito non è, come dicono, di grido, bensì frequenta ambienti più off Broadway, dove la sperimentazione è considerata una costante artistica, e dove i bagni sono più vicini al palco – in caso uno dei pargoli venisse vinto dalla tensione della Prima.

E’ disponibile un video, ma Buddha mi schiacci se finisce su questo blog. Posso solo dirvi che il mio piccolo Marcel Marceau, pur senza aprire bocca o quasi, ha catalizzato l’attenzione del pubblico. Sono molto orgoglioso di lui. L’unico momento in cui è stato colto di sorpresa è stato all’inizio del classico “Jingle Bells”: il ragazzo si era preparato con sudore sulla versione italiana, ma è stata la canzone originale ad essere eseguita – non che gli altri bambini abbiano fatto onore al pezzo, ho sentito inglese migliore in Mai dire Grande Fratello.

Una cosa ha però attirato il mio ateo occhio per tutta la durata dell’opera, distraendomi occasionalmente dall’amato parente: la suora. Non l’avevo detto? Mio nipote è in una scuola materna cattolica, con suore, crocifissi (leggete tra le righe) e strani angeli con lucidalabbra attaccati alle pareti. Del resto ho frequentato anch’io lo stesso tipo di materna, e guardate come sono venuto su bene.

Dicevo, quello che mi ha incuriosito per tutta la piece è stata la Direttrice dell’asilo, nonchè regista dello spettacolo ed autrice (benchè nei ringraziamenti abbia ricordato lo Spirito Santo per la preziosa collaborazione). Avreste dovuto essere lì con me per apprezzare la meravigliosa allegoria del Sommo Creatore: la Suora di Oz con un braccio che sporgeva da dietro il sipario, copione in mano, l’indice costantemente in tensione quasi stesse ricreando Adamo, guidava con saggezza alunni e maestre chiudendo il palmo a pugno se un bambino rompeva la posizione nel coro, con tanti saluti al libero arbitrio. Solo un povero di anima non avrebbe goduto di quell’adattamento teatrale del Bignami sul rapporto Uomo-Dio.

Per concludere, scrosci di applausi e l’immancabile Babbo Natale a chiudere quel pomeriggio di un giorno da cattolici. Spero mio nipote coltivi l’amore per la recitazione, e che porti in scena i mondi partoriti dalle grandi menti della Storia. Solo mi auguro non lo faccia con pulpito e collarino.

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