December20
Mio nipote ha 2 anni e mezzo, ed è bellissimo. E’ il mio primo nipote, e sono felice abbia deciso di prendere ispirazione dal suo zio preferito. Ma la somiglianza tra noi 2 non si ferma qui: ieri ha fatto il suo debutto sul palcoscenico e, lasciatemelo dire, il ragazzo è venuto al mondo per tenere in mano teschi e stramazzare al suolo.
So già cosa state pensando, il solito zio per il quale il parente in miniatura è un messia con le ali (quelle dei pampers), ma vi sbagliate: non mi sciolgo davanti a un po’ di bava, nè cerco arguti aforismi in un banale agugubauah. C’è però da ammettere che il piccolo ha presenza – mio nipote quando gioca a “1 2 3 Stella” sembra Marlond Brando (questa era per palati fini, la soluzione in “Un tram chiamato desiderio“: se non sapete di cosa parlo shame on you).
Ma torniamo al suo vero battesimo, quello svoltosi ieri. Ammetto che la compagnia con la quale ha esordito non è, come dicono, di grido, bensì frequenta ambienti più off Broadway, dove la sperimentazione è considerata una costante artistica, e dove i bagni sono più vicini al palco – in caso uno dei pargoli venisse vinto dalla tensione della Prima.
E’ disponibile un video, ma Buddha mi schiacci se finisce su questo blog. Posso solo dirvi che il mio piccolo Marcel Marceau, pur senza aprire bocca o quasi, ha catalizzato l’attenzione del pubblico. Sono molto orgoglioso di lui. L’unico momento in cui è stato colto di sorpresa è stato all’inizio del classico “Jingle Bells”: il ragazzo si era preparato con sudore sulla versione italiana, ma è stata la canzone originale ad essere eseguita – non che gli altri bambini abbiano fatto onore al pezzo, ho sentito inglese migliore in Mai dire Grande Fratello.
Una cosa ha però attirato il mio ateo occhio per tutta la durata dell’opera, distraendomi occasionalmente dall’amato parente: la suora. Non l’avevo detto? Mio nipote è in una scuola materna cattolica, con suore, crocifissi (leggete tra le righe) e strani angeli con lucidalabbra attaccati alle pareti. Del resto ho frequentato anch’io lo stesso tipo di materna, e guardate come sono venuto su bene.
Dicevo, quello che mi ha incuriosito per tutta la piece è stata la Direttrice dell’asilo, nonchè regista dello spettacolo ed autrice (benchè nei ringraziamenti abbia ricordato lo Spirito Santo per la preziosa collaborazione). Avreste dovuto essere lì con me per apprezzare la meravigliosa allegoria del Sommo Creatore: la Suora di Oz con un braccio che sporgeva da dietro il sipario, copione in mano, l’indice costantemente in tensione quasi stesse ricreando Adamo, guidava con saggezza alunni e maestre chiudendo il palmo a pugno se un bambino rompeva la posizione nel coro, con tanti saluti al libero arbitrio. Solo un povero di anima non avrebbe goduto di quell’adattamento teatrale del Bignami sul rapporto Uomo-Dio.
Per concludere, scrosci di applausi e l’immancabile Babbo Natale a chiudere quel pomeriggio di un giorno da cattolici. Spero mio nipote coltivi l’amore per la recitazione, e che porti in scena i mondi partoriti dalle grandi menti della Storia. Solo mi auguro non lo faccia con pulpito e collarino.